martedì 6 settembre 2011

Dal Libro della Sapienza; L'italia 1\2

Le statue si adoravano anche per ordine dei sovrani:
i sudditi, non potendo onorarli di persona a distanza,
riprodotte con arte le sembianze lontane,
fecero un'immagine visibile del re venerato,
per adulare con zelo l'assente, quasi fosse presente.
All'estensione del culto
anche presso quanti non lo conoscevano,
spinse l'ambizione dell'artista.
Questi infatti, desideroso di piacere al potente,
si sforzò con l'arte di renderne più bella l'immagine;
il popolo, attratto dalla leggiadria dell'opera,
considerò oggetto di culto

colui che poco prima onorava come uomo.
Ciò divenne un'insidia ai viventi,
perché gli uomini,
vittime della disgrazia o della tirannide,
imposero a pietre o a legni un nome incomunicabile.
Poi non bastò loro sbagliare circa la conoscenza di Dio;
essi, pur vivendo in una grande guerra d'ignoranza,
danno a sì grandi mali il nome di pace.

Celebrando iniziazioni infanticide o misteri segreti,
o banchetti orgiastici di strani riti


non conservano più pure né vita né nozze

e uno uccide l'altro a tradimento
o l'affligge con l'adulterio.
Tutto è una grande confusione:
sangue e omicidio, furto e inganno,
corruzione, slealtà, tumulto, spergiuro;

confusione dei buoni, ingratitudine per i favori,

...

giovedì 23 giugno 2011

chi ama il proprio figlio usa spesso la frusta per lui, per gioire di ui alla fine.
chi corregge il proprio figlio ne trarrà vantaggio e se ne potrà vantare con i suoi conoscenti.
chi istruisce il proprio figlio rende geloso il nemico e davanti ali amici si rallegra.

Muore il padre?
è come se non morisse, perchè dopo di sè lascia uno che gli è smilie. Durante la vita egli gioisce nel contemplarlo, in punto di morte non prova dolore.
Per i nemici lascia un vendicatore, per gli amici uno che sa ricompensarli.
Chi accarezza un figlio ne fascerò poi le ferite, a ogni grido il suo core sarà sconvolto.
Un cacallo non domato diventa caparbio, un figlio lasciato a se stesso diventa testardo.
Vezzggia il figlio ed egli ti riserverà delle sorprese, scherza con lui, ti procrerà dispiaceri.
Non ridere con lui per non doverti rattristare, e non debba alla fine digrignare i denti.
Non concedergli la libertà in gioventù, Non prendere alla leggera i suoi errori.
Piegagli il collo quando è giovane e battigli i fianchi finchè è fancillo, perchè poi intestardito non ti disobbedisca e tu ne abbia un profondo dolore.
Educa tuo figlio e prenditi cura di lui, così non dovrai sopportare la sua insolenza.
Siracide 30,1, 13

mercoledì 22 giugno 2011

Invictus, di William Ernest Henley

Invictus - William Ernest Henley


Out of the night that covers me, Dal profondo della notte che mi avvolge,
Black as the pit from pole to pole, buia come il pozzo più profondo che va da un polo all'altro,
I thank whatever gods may be ringrazio gli dei qualunque essi siano
For my unconquerable soul. per l'indomabile anima mia.

In the fell clutch of circumstanc Nella feroce morsa delle circostanze
I have not winced nor cried aloud. non mi sono tirato indietro né ho gridato per l'angoscia.
Under the bludgeonings of chance Sotto i colpi d'ascia della sorte
My head is bloody, but unbowed. il mio capo è sanguinante, ma indomito.

Beyond this place of wrath and tears
Oltre questo luogo di collera e lacrime
Looms but the Horror of the shade, incombe solo l'Orrore delle ombre,
And yet the menace of the years eppure la minaccia degli anni
Finds and shall find me unafraid. mi trova, e mi troverà, senza paura.

It matters not how strait the gate,
Non importa quanto sia stretta la porta,
How charged with punishments the scroll, quanto piena di castighi la vita,
I am the master of my fate: io sono il padrone del mio destino:
I am the captain of my soul. io sono il capitano della mia anima.

Operazioni pianificate su Ubuntu

http://miniguida.blogspot.com/2007/06/operazioni-pianificate-ubuntu.html
non mi prendo meriti che non mi spettano...
ma qui è presente una bella guida su come impostare operazioni pianificate su ubuntu...

mi appunto il link per futura memoria ;)

martedì 17 maggio 2011

Melito di Napoli... una notte


Melito 13 Maggio;
Ieri notte tornavo a casa in macchina, annoiato, perché le strade son sempre piene di buche e bisogna impegnarsi per evitare di prenderle; decido di allungare tragitto, voglio improvvisare, passo per il cimitero; nel silenzio del mio abitacolo decido di recitare qualche preghiera per i cari defunti ma la tristezza mi coglie, non per la natura delle mie riflessioni … una vera montagna di rifiuti che giace semibruciata con ratti che sguazzano nei dintorni … evidentemente, penso tra me, i miei concittadini non conoscono Ugo Foscolo.. o sono tutti atei relativisti … e c’è ancora gente che ci “mangia” sui morti promettendo l’impossibile, che se solo potesse farli resuscitare …

Rallento volontariamente, la cosa un po’ mi preoccupa, perché penso che se qualcuno dovesse poi passare a chiedermi spiegazioni non saprei cosa dirgli … “rifletto fuori il cimitero (posso fare di meglio)”; “sono necrofilo (oddio… sarei più che bislacco!)”; “sto facendo il palo con la macchina ad un compare che sta rubando gli ultimi vasi (già fatto …)”; ma se a fermarmi non fossero i carabinieri, ma” i pali” della droga che supervisionano tutta via cimitero e le palazzine? Forse non averi neanche il tempo di spiegarmi … decido di continuare.
Un catorcio, uno scassone di auto con due facce che non conosco, due ombre che, guardinghe nella notte, affliggono in fretta ed in furia con scope epilettiche e spennate bagnate di colla l’ennesimo manifesto elettorale su spazi abusivi, intrisi di veleno e di accuse personali fatte a discapito del buon senso e dell’igiene sociale … colgo il lato positivo della cosa, almeno copre quel viso dell’improbabile/ebete candidato sorridente, con gli occhi di un bianco innaturale dovuto o al fotoritocco incredibile, abbondante, a tratti comico … i candidati sono tutti agghindati, uomini e donne … sorridono, sono curati, quando al di sotto dei loro manifesti giacciono sacchetti di vario contenuto, ma “lor signori vorranno davvero essere poi responsabili dell’amministrare tutto questo?” … chissà cosa glielo fa fare. Penso, poi, e mi viene da ridere, che come gli stessi loculi al cimitero hanno i fiori deposti dai loro cari, l’immondizia sia degno omaggio ai nostri politici … come è strana l’ironia della vita se solo la si sa cogliere.
Continuo, scendendo via cimitero, e noto che alle rotonde le precedenze sono un concetto di difficile comprensione … l’ennesimo giovane, mi schizza davanti come una lepre, in una macchina tutta tirata a lucido, mentre guida alle 2 di notte con gli occhiali da sole … ricordo che in passato, “guide ballerine” (e non un “giuda ballerino”) sono state causa di incidenti mortali alla curva posta alle spalle del parco Gran Bazar … ma i miei concittadini, oltre ad essere “ignoranti” in letteratura ed essere uomini senza fede, malgrado l’infinita tragedia di un incidente d’auto, non conoscono il codice della strada e non imparano dai propri errori.
L’aria nella macchina si fa stantia, decido di accettare il compromesso … abbassare il finestrino perdendo qualche anno di vita inalando l’aria malsana dell’ennesimo cumulo di immondizia bruciato chissà dove … pazienza… scendo sul corso, imbocco la traversa che poi mi condurrà a casa… casa mia … voglio dormire, non voglio più pensare.

La Melito multiservizi ha messo in vendita il 49% delle quote vinte dalla Sagis di Mugnano, stesso progetto per melito, raccolta differenziata porta a porta, si elabora un nuovo piano.

martedì 3 maggio 2011

Bin Laden... scelte politiche

Sono fermamente convinto che sia stata fatta una scelta di tipo politico; catturarlo avrebbe esposto gli americani ad eventuali ricatti e richieste di scarcerazione... fatte a suon di attentati in tutto il mondo.
(non c'è da dimenticare che la modalità con cui attacca al-Qaida rende ogni stato, seppur belligerante e militarmente-tecnologiacamente avanzato, comunque potenziale vittima; non c'è sistema di difesa che possa tenere, al contrario di quello che vogliono far pensare i politici/populisti inetti che abbiamo).
Lascia riflettere il particolare della sepoltura in mare della salma, una tradizione islamica che personalmente non conosco, poiché, evidentemente, non volevano concedere sepoltura e generare così un mausoleo o un luogo ove venerare la figura del "martire" jihadista.
Insomma è una guerra strana ed in guerra non esistono ideali, quello che si fa è solo una distinzione tra vincitori e vinti.
Gli americani, dopo 11/9 non devono più giustificarsi con il resto del mondo, per la morale delle loro azioni.
(purtroppo)

mercoledì 9 marzo 2011


Il pudore [...] è come un vestito: quanto più è consumato tanto minor cura se ne ha. (Apuleio - Sulla magia e in sua difesa p. 190)

domenica 31 ottobre 2010


Il Buddha paragonò la gente a quattro tipi di vasi di coccio. Il primo tipo ha dei buchi sul fondo. Per quanta acqua ci si metta, viene sempre fuori. Quando una persona del genere viene a conoscenza del Dhamma, gli entra da un orecchio ed esce dall'altro …


Il secondo tipo di vaso è crepato. Se ci si versa dentro il Dhamma, ne vien fuori lentamente, finché non si svuota del tutto. Il terzo tipo è pieno fino all'orlo d'acqua stagnante: convinzioni e opinioni. Non vi si può versare nulla di nuovo dentro, perché sanno già tutto. L'unico recipiente utile è quello del quarto tipo, senza buchi né crepe e completamente vuoto.

(Ayya Khema, "Sii un'isola")

giovedì 2 settembre 2010

Il Gen. Dalla Chiesa a "La storia siamo noi"


Guardo la trasmissione (interessantissima) di Minoli sul Gen. Dalla Chiesa;

Sull'ignavia di Andreotti, De Mita, Rognoni che da ministro degli interni prima appoggia e poi isola Dalla Chiesa perchè magari ingradito allo stesso Andreotti.
Della frase di Andreotti (badate, non lo cito come "onorevole", perchè non ha nulla di onorevole) in cui cerca di far riferimento alla presenza di suoi "grandi elettori", chiedendogli un occhio di riguardo.

Dallo sdegno quando il suo nome comparve sull'elenco degli appartenenti alla P2 di Licio Gelli, e lui stesso appunta tra le pagine del suo diario di non averne mai fatto parte.

Dell'intervista a Bocca in cui lui stesso ipotizzava la sua morte perchè lo stato lo aveva isolato.

Del funerale con cui i "palermitani mafiosi" abbiano mostrato l'odio verso lo stato, con lancio di monetine verso le autorità e la bara... ed una vecchina dignitosissima palernitana che si insinua tra la folla per scusarsi con i figli di Dalla Chiesa dicendogli "non siamo stati noi" (la palermo sana, quella vecchina che tanto sembra voler rappresentare lo spirito di una città disgustata dagli "uomini d'onore", così come si vogliono definire i mafiosi).

Andreotti e mafia, scrivo su per giù la citazione finale... "si può considerare sia la coesistenza di specifici interessi all'interno delle istituzioni, ostacolate dalla determinazione del generale".

E questa è l'italia (con la lettera piccola).